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Concorrenza sleale: condannate due multinazionali

L’autorità antitrust spagnola (Comisión Nacional de la Competencia – CNC) ha imposto multe per quasi 5 milioni di euro a quattro imprese produttrici e installatrici di ascensori per aver ostacolato l’attività dei concorrenti nel mercato della manutenzione, attraverso l’impiego di mezzi sleali.

L’autorità antitrust spagnola (Comisión Nacional de la Competencia – CNC) ha imposto multe per quasi 5 milioni di euro a quattro imprese produttrici e installatrici di ascensori per aver ostacolato l’attività dei concorrenti nel mercato della manutenzione, attraverso l’impiego di mezzi sleali.

Con un provvedimento del settembre scorso, la CNC ha inflitto una multa di 2.845.362 euro a Zardoya Otis, 1.892.690 euro a Schindler, 103.533 euro a Eminter e 25.732 euro a Imem. Il 98% del valore complessivo delle multe è stato inflitto alle due multinazionali in quanto la sanzione è parametrata all’ammontare del fatturato annuale di ciascuna impresa.

Il procedimento avanti alla CNC era stato avviato a seguito della denuncia di un supercondominio di Madrid e di un’impresa concorrente, Citylift. La CNC ha accertato che le società multate, rispondendo a comunicazioni di clienti che manifestavano la volontà di recedere dal contratto di manutenzione per affidarsi a concorrenti che proponevano condizioni più vantaggiose, hanno inviato comunicazioni nelle quali hanno messo in dubbio le capacità tecniche, professionali ed economiche di imprese concorrenti non “integrate verticalmente”, cioè imprese di manutenzione non attive nell’ambito della produzione e installazione di impianti. Tali affermazioni erano in alcune occasioni riferite non solo a generici concorrenti ma ad un’impresa determinata, la citata Citylift. Riportiamo di seguito alcuni passaggi di comunicazioni che CNC ha considerato denigratorie e configurabili quali atti di concorrenza sleale. “In questo periodo sono apparse sul mercato un gran numero di imprese di piccole dimensioni, molte delle quali provenienti da imprese di elettricisti, senza esperienza né supporto tecnico, che offrono servizi di manutenzione per qualunque ascensore, indipendentemente dalla sua marca, modello o caratteristiche, al medesimo prezzo. La loro principale e unica attrattiva agli occhi del cliente è quella di presentare offerte a prezzi pericolosamente bassi. Tali imprese non dispongono solitamente di uffici tecnici, né si appoggiano a progettisti, non hanno una rete di copertura sufficiente per garantire un servizio di manutenzione H24, e non utilizzano pezzi di ricambio originali poiché ne scelgono altri generici dal costo minimo che possono offrire una soluzione momentanea al guasto, penalizzando però la vita utile dell’impianto nel lungo periodo” (Otis, 26/1/2012, a un condòmino). “In qualità di fabbricanti e installatori degli ascensori del vostro stabile (…) ci permettiamo di portarvi a conoscenza del fatto che alcune persone/imprese stanno facendo visita ai condomini per ottenere la manutenzione degli ascensori con il richiamo di basso prezzo”. (…) “sappiamo che la manutenzione degli ascensori viene eseguita senza la necessaria prevenzione e con l’utilizzo di ricambi di basso costo non sviluppati specificamente per gli ascensori della nostra marca. Di fatto, alcune di queste imprese sono state denunciate (…) per diverse irregolarità, alcune delle quali in danno della sicurezza degli utenti. In conseguenza di ciò, viene in poco tempo inficiata la qualità e messa a rischio la sicurezza degli utenti.” “Alla luce dei fatti sopra descritti, la preghiamo di informarci di qualunque offerta che potrete ricevere in tal senso” (Otis, 15/3/201, a un condominio). “Solo Schindler può garantirle, come FABBRICANTE del suo ascensore, che i pezzi di ricambio siano ORIGINALI. Questa garanzia di affidabilità nel tempo e il tempo minimo di consegna dei ricambi non potranno essere eguagliati da nessun altra impresa, dato che dovrà approvvigionarsi dei nostri ricambi originali dal nostro Ufficio Vendite Ricambi” (Schindler, 7/10/2011, a un condominio). “Il sistema di manovra che avete (…) è Micromatic, sistema prodotto esclusivamente da Schindler e non da altri, da cui il nostro diritto alla Proprietà Intellettuale del prodotto. Questo sistema di manovra dispone di due schede molto importanti (…). Queste schede, come altri materiali, gli originali e le copie degli stessi, li detiene solo Schindler in virtù del diritto alla proprietà intellettuale, qualunque copia di questi componenti dovrà essere richiesta a Schindler S.A.; è evidente che se non la si richiede all’impresa produttrice i ricambi saranno acquisiti senza una garanzia da parte del produttore originale e senza una garanzia per il buon funzionamento dell’impianto di ascensore. (…) Quale formazione hanno i tecnici di Citylift? (…) Noi abbiamo un’assicurazione per la responsabilità civile di 15 milioni di euro, di quanto è quella di Citylift ?” (Schindler, 13/3/2012, a un condominio). “Per quanto riguarda il tema dei materiali, EMINTER è un’impresa PRODUTTRICE di tutto il materiale, con ciò voglio dire che qualunque altra impresa deve comprare da noi il materiale e noi, per legge, dobbiamo venderglielo. Però è evidente che loro dovranno ricavare un beneficio da quei componenti, no? E soprattutto la cosa più importante è che loro non hanno a disposizione il materiale, devono aspettare di riceverlo, lasciando l’ascensore fermo, anche per diversi giorni, però non voglio entrare in questa questione, ognuno ha la propria politica” (Eminter, 30/3/11, a un condominio).

Dove sono i ricambi necessari per servire una tale varietà di componenti e di produttori con la rapidità necessaria per fornire un buon servizio? Non ci sono negozi di ricambi di ascensori, come invece avviene per le automobili”. (Imem, 17/3/2011, a un condominio).

Secondo l’autorità antitrust, queste ed altre comunicazioni ai clienti hanno un contenuto ingannevole e/o denigratorio sulle attività dei concorrenti nella manutenzione degli ascensori e somministrazione di pezzi di ricambio, con l’obiettivo di eliminare concorrenti del mercato. La CNC rileva che la reazione delle imprese sanzionate a disdette contrattuali provocate da offerte più competitive non è stata quella di proporre condizioni migliori nel prezzo o nel servizio, cercando di mantenere il cliente in una dinamica di leale concorrenza volta, ma è stata quella di passare al cliente una serie di informazioni negative sul concorrente, a volta anche false, come ad esempio quelle sull’assenza di determinate certificazioni, e in ogni caso informazioni che non spetta ai concorrenti controllare o propalare. E inoltre, in modo più o meno velato, avvertono il cliente circa la possibilità che vi siano difficoltà nel reperire pezzi di ricambio di cui loro sono i fabbricanti. Le lettere sono scritte, secondo la CNC, con l’intento di dequalificare e denigrare i concorrenti, richiamando rischi connessi con la contrattazione di servizi di manutenzione facendo riferimento alla supposta mancanza di mezzi, di una formazione adeguata e di misure di sicurezza. “La conseguenza di tutto questo, a fronte della notizia della volontà del cambio dell’impresa manutentrice, è di generare timore nel consumatore falsificando la realtà, comunicandogli dati erronei e falsi che sono lontani, e non potrebbe essere altrimenti, da essere un’informazione obiettiva e pertinente per la formazione del processo decisionale dei destinatari delle comunicazioni”.

Per quanto riguarda la quantificazione delle sanzioni, tenuto presente che le condotte delle imprese si qualificano come una violazione grave dell’art. 62 comma 2 lettera c) (“atti di concorrenza sleale”) della legge spagnola sulla difesa della concorrenza (Legge 15/2007), la CNC ha imposto a Otis, Eminter e Imem una multa pari all’1% del rispettivo fatturato annuo, mentre a Schindler è stata innalzata al 2% perché è stata riscontrata l’aggravante della predisposizione di “modelli prestabiliti” da parte della direzione aziendale. Per le altre imprese è stato provato che gli atti di concorrenza sleale erano una “pratica abituale” della rete commerciale, ma senza l’input di modelli prestabiliti da parte dell’azienda da inviare sistematicamente in presenza di determinati presupposti, come provato per Schindler.

Gli atti di concorrenza sleale addebitati alle 4 imprese sono stati giudicati dalla CNC come lesivi dell’interesse pubblico ad avere un mercato della manutenzione concorrenziale, in quanto atti ripetuti nel tempo e su ampia scala, e quindi meritevoli di una sanzione amministrativa da parte dell’autorità.

Per una quinta impresa indagata, INELSA, è stato provato un solo atto di concorrenza sleale che in quanto isolato non è suscettibile di determinare un impatto significativo sul funzionamento competitivo del mercato tale da configurare una violazione della legge sulla difesa della concorrenza. Il comportamento sleale di Inelsa potrà quindi essere sanzionato solo dagli organi della giurisdizione ordinaria, non dall’antitrust.

Essendo la normativa spagnola di tutela della concorrenza di derivazione comunitaria, essa è sovrapponibile a quelle attualmente in vigore nell’ordinamento italiano; riteniamo pertanto utile portare a conoscenza degli associati questo provvedimento affinché siano valutati attentamente i comportamenti e gli atti di concorrenza sleale che si possono riscontrare sul mercato e siano adeguatamente prevenuti o eliminati, tenendo peraltro conto che le Commissioni di inchiesta a carattere nazionale (come l’antitrust) esigono non soltanto prove certe (per lo più documentali) ma significative sul mercato nazionale (e quindi non circoscritte a singole violazioni o interessanti solo il mercato locale).

 

(fonte: ANACAM)

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